Telemarketing, addio al fax. Ecco il decreto che “aggiorna” il Registro delle opposizioni

CorCom

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Addio al fax. È questa la novità più importante messa nero su bianco nello Schema di decreto (Dpr) – di cui Corcom è venuto in possesso – che a oltre un anno dalla legge 124/2017 regolamenta le modalità di iscrizione al “Registro delle opposizioni”, lo strumento a servizio dei cittadini che consente di rifiutare le attività di telemarketing effettuate attraverso il canale telefonico.

Il provvedimento nel modificare il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 178 – dà attuazione all’articolo 130, comma 3-bis, del codice in materia di protezione dei dati personali. Web, telefono, email, raccomandata e fax i cinque canali di accesso al Registro attraverso cui i cittadini possono attualmente opporsi alle chiamate pubblicitarie. “La pratica dimostra – si legge nella Relazione illustrativa del Dpr – che i canali più utilizzati per l’iscrizione al Registro pubblico delle Opposizioni da parte dei cittadini sono stati il web, il telefono e l’email, mentre il fax e la raccomandata sono stati utilizzati in percentuali del tutto irrilevanti”. Su oltre 5000 messaggi ricevuti, solo 300 riguardano le scrizioni via fax e appena 40 quelle via raccomandata.

“Le modalità manuali di iscrizione al Registro – si legge ancora nel documento – comportano al Gestore una diversa e maggiore quantità di lavoro, affinché venga rispettato per la gestione delle richieste il termine del giorno lavorativo”. Di qui la scelta di “rendere la gestione del servizio più efficiente dopo sette anni di esercizio, senza che ci sia in sostanza una limitazione delle modalità attraverso cui gli abbonati esercitano il diritto di opposizione alle chiamate commerciali”. Nell’ottica della “razionalizzazione, economicità e funzionalità delle risorse” è stato dunque deciso di eliminare il fax e di mantenere invece l’uso della raccomandata “come mezzo residuale”. La salvaguardia e tutela delle categorie più deboli “è comunque assicurata con la permanenza del canale telefonico che, oltre al risponditore automatico permette di effettuare l’iscrizione anche con l’ausilio di un operatore umano”.

Il testo del provvedimento si compone di un solo articolo e dall’attuazione del decreto – si puntualizza nel testo – non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. “Per quanto riguarda l’adeguamento necessario ai processi organizzativi, alle procedure tecniche e ai sistemi informatici l’estensione del registro può beneficiare della sinergia con il sistema attualmente in funzione. In quest’ottica, processi, procedure e sistemi informatici necessitano di adeguamenti di armonizzazione piuttosto che di una progettazione ex novo, con il vantaggio di ridurre i costi necessari per l’avvio del nuovo servizio di opt out postale”, si legge.

Fonte dell'articolo: Vedi su CorCom
24 ottobre 2018

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